"Nessuno di voi è morto finchè noi non moriremo tutti.

E fino a quando sarà in piedi uno del 'Barbarigo' lo sarete anche voi".

C.C. M.O.V.M. Umberto Bardelli, 1944.

giovedì 13 aprile 2017



UMBERTO MARIA ADRIANO BARDELLI
-Livorno, 11 marzo 1908 – Ozegna, 8 luglio 1944-

Ufficiale della Regia Marina e della Marina Repubblicana della R.S.I., inquadrato nella X MAS, ha comandato il Battaglione "Barbarigo". Eroe di guerra e pluridecorato è stato uno degli ufficiali più amati dai suoi colleghi e sottoposti per via del suo carattere aperto e franco e per la sua connaturata correttezza nel rapportarsi con i suoi interlocutori. Allievo Ufficiale macchinista dal 1924, entra volontario nel C.R.E.M., nei quattro anni di ferma resta imbarcato in veste di ufficiale sulle Regie navi Ferruccio, Vespucci, Pisa e Pacinotti; dal luglio 1925 al febbraio del 1930.

È nominato Tenente del Genio Navale nel maggio 1930, nel 1932 è imbarcato per la prima volta su di un Regio Sommergibile, il Toti, nell' ottobre 1934 sposa l'amata di sempre Luigia Maresca che gli darà una figlia, Serena. Viene nominato Capitano nel luglio 1936 ed imbarcato sul R.S. Bandiera, dopo una parentesi a Massaua, nel 1937 viene destinato a Taranto e coinvolto attivamente nella realizzazione del R.S. Brin., nel 1938 il trasferimento a Monfalcone per l'allestimento del R.S. Nani; come Capo Servizio del Genio Navale è imbarcato su varie unità sommergibili fino al maggio del 1940 presentandosi allo scoppio della guerra come uno dei più esperti ufficiali del Genio Navale della Regia Marina.

Imbarcato nel giugno del 1940 sul R.S. Zoea rimane sul teatro di operazioni del Mediterraneo orientale fina all' ottobre dello stesso anno quando passa a bordo del R.S. Brin sul quale opera tra il Medirerraneo e la base atlantica di Bordeaux (Betasom) fino al Febbraio 1941 quando prende imbarco fino al febbraio 1942 comandato sul R.S. Reginaldo Giuliani a bordo del quale è destinato per un lungo periodo di addestramento al combattimento atlantico presso la base germanica di Gotenhafen; dal Marzo all'Ottobre 1942 è di nuovo in Italia, presso la grande base di Taranto, assegnato all'Ufficio Allestimento Sommergibili.

Nell'Ottobre 1942 Bardelli viene promosso al grado di Maggiore del Genio Navale e di seguito imbarcato sulla corazzata R.N. Vittorio Veneto fino al Dicembre dello stesso anno in cui fu anche imbarcato per pochi giorni sul cacciatorpediniere R.N. Bombardiere ed impiegato nel pericoloso servizio di scorta convogli sulle rotte per la Tunisia. Tornato a bordo della corazzata R.N. Vittorio Veneto vi rimane fino al Maggio del 1943 con l'incarico di direttore di macchina.

Da fine Maggio 1943 e fino al 31 agosto dello stesso anno è imbarcato sull'incrociatore leggero R. N. Scipione l'Africano di stanza a La Spezia e Genova ed a bordo del quale partecipa al forzamento dello stretto di Messina nei confronti delle unità leggere anglo-americane che lo pattugliavano a seguito degli eventi bellici in Sicilia del Luglio 1943 riuscendo a raggiungere la base di Taranto. L'armistizio dell'8 settembre 1943 trova uno sconcertato e rabbioso Bardelli presso la sua famiglia residente a Laurana dove trascorre una breve licenza di convalescenza.


L’ AMMIRAGLIO SPARZANI 
PASSA IN RASSEGNA IL BATTAGLIONE “BARBARIGO”
 CHE SI APPRESTA A RAGGIUNGERE IL FRONTE

22 FEBBRAIO 1944
Parte per il fronte di Anzio – Nettuno il primo contingente italiano dell’Esercito della RSI. Si tratta del battaglione “Barbarigo” della Decima Mas al comando del capitano di Corvetta Umberto Bardelli (al centro della foto, dietro Borghese).

LA SALMA DI BARDELLI
 ucciso dai partigiani della "Matteotti" di Piero Urati detto Piero Piero il 4 luglio 1944:
 si nota la mancanza di due denti d'oro strappati al cadavere

Nel pomeriggio dell'8 luglio 1944, a Ozegna, una frazione a sud di Courgné (Torino), giunse nella piazza del paese, per discutere uno scambio di prigionieri, un reparto motorizzato della Decima Mas, al comando del Capitano di Corvetta Umberto Bardelli. Si trattava di una quarantina di Marò del Battaglione "Barbarigo" reduci dal fronte di Nettuno, che iniziarono a parlamentare con i comandanti partigiani.
Dopo pochi minuti nella piazza si abbatte sugli ignari Marò una tempesta di fuoco, proveniente da numerosi partigiani che avevano circondato di nascosto gli uomini della Decima, che avevano tra l’altro precedentemente tolto i caricatori dai MAB per dimostrare il carattere pacifico della loro missione.
Nonostante un tentativo di resistenza organizzato da Bardelli, i partigiani ebbero il sopravvento sugli uomini della "Decima". Il comandante Bardelli fu uno dei primi a cadere fulminato.
L'imboscata tesa dai partigiani costò ai marò nove morti e numerosi feriti. Alla salma di Bardelli i partigiani strapparono due denti d'oro e gli altri marò uccisi vennero rinvenuti lordati di letame.
LE SALME DEI  MARO' GROSSO E FIASCO IMBRATTATE DI STERCO 

Nei primi giorni dell'ottobre 1944, il "Barbarigo" mosse all'attacco dei partigiani attestati nella zona di Rimordono (Torino). I Marò sbaragliarono le formazioni avversarie, costringendo le bande a riparare in territorio francese.






IL FUNERALE DEL COMANDANTE BARDELLI

Un angolo del Cimitero di Ivrea  dove venne sepolto il Comandante Bardelli  insieme ad altri Ufficiali e Marò del "Barbarigo" caduti nell' imboscata di Ozegna.

La salma di Bardelli troverà in seguito dimora nella Tomba Duelli al Verano, assieme a molti dei suoi Marò, e sarà quindi traslata il 16 giugno 2005 al Campo della Memoria, divenuto Cimitero Militare a tutti gli effetti, dove riposerà circondata dai Caduti del Barbarigo.
Sessanta anni dopo la fine della guerra, il Comandante Bardelli vive ancora, perché, come disse egli stesso: “nessuno di voi è morto finché noi non morremo tutti. E fino a quando sarà in piedi uno del Barbarigo lo sarete anche voi”.

Ma anche dopo che l’ultimo membro del Barbarigo seguirà il suo Comandante e i suoi commilitoni, tutti loro vivranno per sempre nella leggenda che essi hanno scolpito, con il loro sangue e i loro sacrifici, il loro dolore e il loro eroismo, nelle buche di Nettuno, sulle nevi del San Gabriele e tra gli argini del Po.
  
STORIA  DEL BARBARIGO
Il Barbarigo fu un reparto di fanteria di marina della Xª Flottiglia MAS costituito a La Spezia nel novembre 1943.

Dato il cospicuo numero di volontari che continuava ad affluire alla caserma del Muggiano dopo l'Armistizio di Cassibile e la quasi totale mancanza di naviglio italiano (le poche navi che non avevano potuto ottemperare alle condizioni d'armistizio consegnandosi agli Alleati furono immediatamente confiscate dai tedeschi), nell'impossibilità di poterli imbarcare, si decise di costituire un reparto di fanteria di marina, all'interno della Marina Nazionale Repubblicana. Nacque inizialmente, nella caserma San Bartolomeo di La Spezia, come Battaglione "Maestrale" ed assunse successivamente il nome di "Barbarigo", in ricordo del sommergibile del comandante Enzo Grossi, medaglia d'oro al valor militare.

Era ordinato su quattro Compagnie, la 2a e la 4a erano state addestrate a San Bartolomeo, mentre la 1a e la 3a erano state trasferite per l'addestramento a Cuneo, alla caserma San Dalmazzo. Alla metà di febbraio il Battaglione si riunì nuovamente a La Spezia.

Il 19 febbraio 1944 ricevette dal comandante Borghese la bandiera di combattimento per poi essere inviato a combattere ad Anzio per fronteggiare lo sbarco angloamericano al comando del Capitano di Corvetta, sommergibilista, Umberto Bardelli. Rimase al fronte per tre mesi e lasciò il Lazio nel giugno 1944 in seguito all'entrata in Roma delle truppe angloamericane.

Nell'estate del 1944, il Barbarigo fu trasferito in Piemonte per ricostituire i ranghi. L'8 luglio 1944, ad Ozegna il Comandante Bardelli e 18 uomini, impegnati in una trattativa con un gruppo partigiano, in un clima di crescente tensione, rimasero vittime di un agguato ( i corpi di Bardelli e degli altri caduti sarebbero stati rinvenuti ammassati contro un muro e imbrattati di sterco ed a Bardelli sarebbero stati staccati due denti d'oro).

Sul finire del 1944, il reparto fu inviato nel Goriziano in difesa del confine orientale esposto all'avanzata delle truppe del IX Corpus Jugoslavo di Tito. Fu dislocato a Salcano ove ebbe violenti scontri prima a Chiapovano e quindi sul Monte San Gabriele riuscendo ad arginare momentaneamente gli avversari nella Battaglia di Tarnova.

Seguì un periodo di riposo a Vittorio Veneto prima dell'invio sul Fronte Sud, nell'aprile del 1945.

L'ONORE DELLE ARMI AL "BARBARIGO"
Nella notte del 29 aprile il "Barbarigo" si schierò per ascoltare le parole del comandante del "I° Gruppo di combattimento Decima", Capitano di Corvetta Di Giacomo, e di un Ufficiale di una Brigata corazzata neozelandese che fece ascoltare il messaggio del Maresciallo Rodolfo Graziani, registrato per invitare a deporre le armi, evitando ulteriori spargimenti di sangue.
Gli uomini del "Barbarigo", dopo una notte praticamente insonne, inquadrati dai loro Ufficiali, la mattina seguente entrarono a Padova armati, passando fra i reparti di carristi inglesi e neozelandesi che resero loro l'onore delle armi.
Il 30 aprile il Battaglione si concentrò nella caserma "Pra della Valle" e venne considerato disciolto. I Marò furono avviati al 209 POW Camp presso Napoli, dove rimasero circa un mese; da qui il 5 giugno furono trasferiti a Taranto e imbarcati sulla Duchess of Richmond diretta in Algeria, destinazione il 211 POW Camp di Cap Matifou ad una trentina di chilometri da Algeri, in prigionia.

DECORAZIONI DEL BTG. BARBARIGO
Totale decorazioni: 167
Medaglie d'oro: 2
Medaglie d'argento: 18
Medaglie di bronzo: 41
Croci al valore militare: 69
Encomi solenni: 37





SPILLA DEGLI APPARTENENTI AL BTG. BARBARIGO


FEBBRAIO 1944-ROMA PIAZZA VENEZIA
LE BANDIERE DELLA X^ MAS E DEL BATTAGLIONE BARBARIGO

 APRILE 1944-FRONTE DI NETTUNO
BARDELLI CON IL PRINCIPE BORGHESE COMANDANTE DELLA X^

 FEBBRAIO 1944-ROMA
SCHIERAMENTO DEL BARBARIGO

FEBBRAIO 1944-LA SPEZIA
IL CAPPELLANO DON GIUSEPPE GRAZIANI
BENEDICE LA BANDIERA DI COMBATTIMENTO DEL BARBARIGO

 MARZO 1944-NETTUNO
AUSILIARIA DEL BARBARIGO DISTRIBUISCE I VIVERE 

 FEBBRAIO 1944-ROMA
UN REPARTO DEL BARBARIGO

MARZO 1944
Marinai del btg. Barbarigo sul fronte di Anzio e Nettuno
 in un momento di tregua contro le forze angloamericane




LA "MASCOTTE" DEL BARBARIGO
 APRILE 1944
ALCUNI MARO' STAMPANO IL GIORNALE DEL BARBARIGO

APRILE 1944-FRONTE DI NETTUNO
IL CAPPELLO DEL BARBARIGO ACCOMPAGNA LA SALMA DI UN MARO' 
CADUTO IN COMBATTIMENTO

BARDELLI CON I SUOI MARO'

 UFFICIALI DEL BARBARIGO

TRUPPE DELLA X^ MAS CON LA BANDIERA DI GUERRA






 Muggiano (La Spezia) Ottobre 1943.
Squadra calcistica composta da elementi del btg.  Maestrale poi Barbarigo



1944
fucilieri del Barbarigo in marcia 


Una Batteria del Battaglione Barbarigo ( Xa MAS ) in azione sul Fronte di Nettuno 




Nessun commento:

Posta un commento